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Il futuro di Opel non preoccupa solo la Germania

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Il futuro di Opel non preoccupa solo la Germania

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Il caso Opel oggi al centro di un incontro tra Commissione e ministri dell’Industria europei a Bruxelles.

A destare la preoccupazione dei Paesi membri, Belgio in primis, la gestione unilaterale da parte di Berlino di un dossier, la vendita del costruttore d’auto, che riguarda migliaia di lavoratori in tutta Europa. La casa madre americana General Motors, avviata al fallimento, impiega infatti 55.000 persone nel Vecchio Continente. La metà in Germania. Il resto negli stabilimenti Opel e Vauxhall in Belgio, Regno Unito, Spagna e Polonia. Le preoccupazioni del ministro-Presidente del governo fiammingo Kris Peeters: “Credo sia davvero importante trovare una soluzione europea per GM Europa e spero che ci sarà posto e futuro anche per lo stabilimento di Anversa”. Medesime preoccupazioni da parte dei sindacati britannici che promettono battaglia agli acquirenti di Opel che pensino a licenziamenti troppo facili. “Quello che mi preoccupa” dice Tony Woodley “è che in Gran Bretagna i licenziamenti sono più rapidi e più economici. Cercheremo di evitare le chiusure che ci saranno in Europa. Non siamo disposti a stare a guardare”. Dopo un vertice fiume finito ieri all’alba fra il governo tedesco e i potenziali investitori Opel, le offerte prese in considerazione sono due: quella di Fiat e quella del gruppo Magna. Ma per Berlino entrambe vanno prima migliorate.