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Georgia, appelli alla distensione dopo gli scontri

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Georgia, appelli alla distensione dopo gli scontri

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La protesta antigovernativa in Georgia non si ferma ormai da sette settimane. Ieri sera l’ ultima escalation violenta negli scontri tra polizia e manifestanti, che si scambiano ora accuse reciproche su chi abbia colpito per primo.

Una decina i feriti da entrambe le parti, tre da accoltellamento tra i poliziotti in borghese, di cui uno grave, ha precisato il Ministero dell’ Interno. Si tratta del primo caso, dall’inizio delle contestazioni, in cui la polizia sia stata coinvolta. L’opposizione reclama le dimissioni del presidente Mikhail Saakachvili accusato di corruzione e di monopolizzare il potere dalla rivoluzione delle rose del duemilatré. Continuano intanto le manifestazioni di protesta nel centro di Tiblisi, un corteo di un centinaio di persone dopo aver attraversato le vie della capitale ha raggiunto il Parlamento. Dopo gli scrontri anche l’influente chiesa ortodossa georgiana è intervenuta per chiedere elezioni anticipate per favorire la distensione. Saakashvili ha finora respinto ogni richiesta di dimissioni prima della scadenza del suo mandato nel duemilatredici.