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Rapporto Amnesty 2009: una crisi nera.

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Rapporto Amnesty 2009: una crisi nera.

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Secondo il rapporto annuale di Amnesty International la situazione mondiale dei diritti dell’uomo è non solo preoccupante ma resa ancor piu’ grave dalla crisi economica. Povertà, precarietà, esclusione, diseguaglianza sono in aumento su tutti i continenti, complice la crisi finanziaria.

“Il punto fondamentale del nostro ultimo rapporto, dice uno dei suoi responsabili, Larry Cos, è che dietro la débacle economica mondiale c‘è un grave problema di diritti umani, a livello globale, aggravato dal fatto che sempre piu’ gente perde il benessere, perde il lavoro, perde la casa.” Un miliardo gli abitanti della Terra che soffrono la fame. La crisi alimentare dello scorso anno ha trasformato in poveri altri 150 milioni di persone; la crisi economica ha aggiunto altri 53 milioni. E tra i 18 e i 51 milioni rischiano di perdere il lavoro. L’aumento della povertà e il moltiplicarsi di situazioni disperate favoriscono lo scontento che talora si esprime violentemente e puo’ provocare repressioni altrettanto violente. Ne tratta diffusamente il rapporto di Amnesty. “Quando la gente scende in strada per denunciare condizioni politiche, economiche, sociali, disperate, alcuni governi rispondono con molta durezza, denuncia Irene Khan, Segretario Generale di Amnesty. Noi abbiamo documentato il caso di diciassette paesi dove le proteste hanno generato reazioni eccessive da parte del potere. E’ dunque reale il rischio che la recessione possa causare repressione.” Crisi sinonimo di instabilità politica e di violenza, dunque, secondo Amnesty. E poi ci sono i paesi del G20, ben lungi dall’essere dei modelli di tutela dei diritti umani. Diversi i paesi europei in cui razzismo e intolleranza sono in aumento: nel mirino immigrati, ebrei, mussulmani e rom.