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Germania: una campagna elettorale stanca, ma europea

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Germania: una campagna elettorale stanca, ma europea

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Il mondo è fatto a scale, c‘è chi scende e c‘è chi sale: soprattutto in fase elettorale. Dicono, i sondaggi in Germania, che i tedeschi reagiscano alla crisi economica riavvicinandosi ai partiti di governo. La Germania è, ad ogni modo, uno dei pochi paesi fortunati nei quali, durante la campagna elettorale per le europee, si riesce anche a parlare d’Europa.

Così Lothar Bisky, della Linke, cioè la sinistra, spiega: “Siamo euro-critici, non siamo contro l’Unione europea. Il Trattato di Lisbona si richiama all’ideologia neo-liberista, che ha appena generato la più grave crisi finanziaria ed economica degli ultimi ottant’anni. Perché dovremmo essere d’accordo con questo?” In questo non sembra proprio essere d’accordo con Angela Merkel: il cancelliere, e con lei la CDU-CSU, continua a spingere perché il Trattato di Lisbona entri in vigore al più presto possibile: “Ho fiducia nei cittadini irlandesi, sceglieranno l’Europa. Il Trattato dovrebbe entrare in vigore prima della fine dell’anno, come stabilito dai ventisette Stati membri nel dicembre scorso. Sono sicura che ce la faremo”. La Merkel ha parlato in un’aula universitaria, a Berlino. Indifferente alle contestazioni di parte degli studenti, che lamentavano rette troppo alte e in aumento ulteriore. Anche la SPD, partner della grande coalizione di governo, sostiene a gran voce il trattato di Lisbona. Spinta da sondaggi non entusiasmanti, si è lanciata in una campagna piuttosto aggressiva. Sono oltre trenta le liste di candidati alle europee, in Germania: per una scheda elettorale che misura ben 94 centimetri. Un record. Con il timore di batterne un altro: quello dell’astensionismo.