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Karel Schwarzenberg : "Se i paesi balcanici non verranno accettati in Europa, ci potrebbe essere un'altra esplosione"

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Karel Schwarzenberg : "Se i paesi balcanici non verranno accettati in Europa, ci potrebbe essere un'altra esplosione"

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Praga, capitale della Repubblica Ceca, a pochi giorni dalle europeee. Il livello di interesse è molto scarso, anche se più alto rispetto ad altri paesi europei, grazie anche al recente semestre di presidenza Ceca dell’Unione.

Karel Schwarzenberg, fino a poco fa ministro degli esteri Ceco, vorrebbe vedere un risveglio verso tutto quanto è europeo. Nato a Praga e partito in esilio con la sua famiglia nel 1948, ha seguito gli studi in Austria e in Germania. Nel 1989 è tornato in patria, dove dopo essere stato cancelliere ha occupato la poltrona di ministro degli esteri negli ultimi due anni. Euronews lo ha incontrato nei giardini del palazzo del senato a Praga. Euronews: “Ci avviciniamo alle europee. Domanda: voterà?” Karel Schwarzenberg: “Certo” Euronews: “Allora facciamo parte di una minoranza: solo un europeo su tre ha intenzione di andare alle urne…” K.S. “Ci sono abituato. Nella vita ho sempre fatto parte di una minoranza. E’ più divertente…” Euronews “Quali sono le ragioni dietro questa apparente stanchezza dei cittadini verso l’Europa?” K.S. “I politici europei hanno trascurato di riflettere sulla redistribuzione delle competenze- TRoppe decisioni vengono prese a Bruxelles, oggi. Noi politici avremmo dovuto pensare meglio a cosa ha senso regolare da Bruxelles e cosa ha senso restituire a livello regionale o nazionale per prendere decisioni. Il principio di sussidiarietà avrebbe dovuto venire applicato più seriamente. Questo vale anche per il contrario. Ci sono competenze così importanti che dovrebbero davvero venire decise a Bruxelles, come la sicurezza, gli affari esteri, l’energia. D’altra parte, quando si tratta di decidere come fare un formaggio, per favore lasciate che a decidere siano le regioni o gli stati nazionali. Dobbiamo andare più vicino ai cittadini. E dobbiamo restituire le competenze a chi appartegono. Euronews “Quale argomento usa per convincere chi va a votare per la prima volta per l’europarlamento di andare alle urne?” K.S. “Dovrebbe dare un’occhiata alle decisioni prese a Bruxelles e si accorgerebbe che molti campi non sono più in mano ai parlamenti nazionali. Questa ragione dovrebbe bastare ai giovani per darsi una scrollata e andare a votare”. Euronews “Come reporter europeo viaggio molto in Europa e ho avuto l’impressione che gli stati piccoli abbiano paura degli stati grandi, in seno all’Unione. Gli stati ricchi temono di elargire troppo denaro in favore dei più poveri. E complessivamente, i cittadini europei temono la crisi economica e l’immigrazione. La campagna per le europee sta vorse puntando troppo sul sentimento di paura?” K.S “Non escludo questa possibilità. I partiti estremisti useranno la paura, gli estremisti lo fanno sempre, che siano di destra o di sinistra. Diffondono la paura perchè va a loro vantaggio. Questo vale anche per i nuovi nazionalisti duri, anch’essi sono una mina vagante perchè predicano l’odio verso le minoranze, attizzano antiche paure davanti ai diversi, è questa la loro campagna. Io continuo a sperare che l’Europa passo dopo passo cresca unita. Certo, non saremo mai uniti come gli Stati Uniti d’America, parliamo lingue diverse e abbiamo millenni di storia ciascuno con le sue tradizioni, la sua cultura. Dobbiamo conservare la diversità dell’Europa, nell’Europa. Euronews: “Quando la Repubblica ceca prese il timone della presidenza dell’Unione europea dalla Francia, a gennaio di quest’anno, Schwarzenberg allora ministro degli esteri si trovò davanti al conflitto Russia Ucraina per il gas. “Gli europei vogliono una politica energetica comune. Come dovrebbe essere secondo lei questa politica?”. K.S. “E’ una questione principalmente di sicurezza. Dobbiamo prenderla da questo punto di vista. Per questo sostengo che bisogna concentrare il potere decisionale su Bruxelles su questo tema e bisogna spingere una politica energetica comune che tenga conto dell’ambiente e delle forniture”. Euronews “Questo ci porta alla domanda seguente: quale relazione l’Unione europea vuole avere con la Russia? Mosca propone nuovi schemi per la sicurezza in Europa. E’ un’alternativa possibile, un nuovo tracciato per il futuro?” K.S. “Sono solo un ammasso di proposte che ci sono note dall’era sovietica, ma non servono alla sicurezza, servono alla Russia per avere un pied-a-terre in Europa. E’ questo il loro vero obiettivo. I politici russi sognano ancora di essere a prima dell’89. Pensano in termini di sfere di infuenza. Questo pensiero appartiene al diciannovesimo o alla prima metà del ventesimo secolo. Euronews: “Sul tema caldo dell’allargamento, Karel Schwarzenberg ha una posizione molto chiara: l’Unione deve allargarsi in fretta e molto. In particolar modo i paesi balcanici, tutti indifferentemente, dovrebbero entrare a far parte dell’Europa. Altrimenti i Balcani continueranno a essere una polveriera, questa la sua posizione.” K.S. “Quando quelle frontiere, create dal caso nel 19 e 20 secolo, perderanno importanza, anche tutti quei problemi legati alle minoranze perderanno importanza. E’ una questione molto urgente da risolvere e si risolve accettando i paesi balcanici nell’Unione. Se non facciamo questo, i problemi restano e potrebbero far esplodere la situazione di nuovo. Allora saremmo sopraffatti dal livello di immigrazione che si riverserà sulle nostre frontiere. Un’ immigrazione inarrestabile”. Euronews: “La mostra in corso al momento nei giardini del senato della repubblica ceca percorre la storia europea, passando dall’era comunista, la guerra fredda, l’evoluzione dell’Unione europea e della Nato. Non manca un doveroso ricordo degli orrori della seconda guerra mondiale, un’Europa scossa dal terrore nazista. “Crede che esista tuttora un rischio in Europa, che la storia potrebbe ripetersi? Crede che l’odio potrebbe di nuovo impossessarsi delle popolazioni d’Europa?” K.S. “Non si impara mai dalle lezioni della storia. Ma i pregiudizi vengono tramandati da generazione a generazione. Quindi, se mai comparirà ancora un seduttore che decida di usare questi pregiudizi a suo vantaggio, purtroppo ci sarà sempre questo rischio”.