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Myanmar, revocati i domiciliari per Ang San Suu Kyi che però resta in carcere

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Myanmar, revocati i domiciliari per Ang San Suu Kyi che però resta in carcere

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La giunta militare brimana ha revocato gli arresti domiciliari per Aung San Suu Kyi, che rimane tuttavia in carcere mentre continua il processo a suo carico.

La leader dell’opposizione in Myanmar, accusata di aver violato le disposizioni restrittive ospitando un mormone americano all’inizio di maggio, si è dichiarata non colpevole. Rischia tuttavia fino a cinque anni di carcere. Gli esuli birmani in Tahilandia definiscono il processo una farsa. “In Myanmar – dicono – non esiste uno stato di diritto: a nessuno degli attivisti politici detenuti dall’ottobre 2007 è stato garantito un giusto processo”. Sul caso sono intervenuti anche i ministri degli esteri di Europa e Asia, che in un incontro a Hanoi, in Vietnam, hanno chiesto al Myanmar di liberare Aung San Suu Kyi e tutti gli altri detenuti politici. Le pressioni internazionali finora sono servite a poco. Il regime birmano promette nuove elezioni nel 2010, ma la premio Nobel per la Pace potrebbe essere ancora fuori gioco.