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Corea del Nord: dietro i test nucleari la questione della successione a Kim Jong-il

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Corea del Nord: dietro i test nucleari la questione della successione a Kim Jong-il

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Dimagrito, incerto sulle gambe, lo scorso aprile Kim Jong-il fa il suo ingresso al parlamento nordcoreano. E’ la prima apparizione in pubblico dopo l’ictus che l’ha colpito nell’agosto del 2008. Davanti all’assemblea il “monarca rosso” riafferma la sua leadership due giorni dopo il lancio di un missile a lunga gittata inabissatosi nel Pacifico tra il Giappone e le Hawaii, un’evidente provocazione alla comunità internazionale.

Il regime nordcoreano vanta una lunga tradizione di crisi provocate col solo scopo di far crescere la tensione e quindi negoziare da una posizione di forza. Lo conferma l’analista americano Robert Dujarric, responsabile dell’Institute of Contemporary Japanese Studies: ““Pyongyang cerca di vedere sino a che punto puo’ spingersi, o forse sta facendo un errore di calcolo. Quanto all’incidente nucleare il rischio è molto basso mentre l’eventualità di un incidente convenzionale, per esempio nelle acque sudcoreane, è maggiore.” Altri esperti dell’area vedono nell’ultimo test atomico la prova della necessità per Kim Jong-il di rafforzare il proprio prestigio all’interno del Paese, e l’alleanza con l’esercito per assicurare un futuro alla dinastia. Malato, indebolito, a 67 anni punterebbe a trasmettere la presidenza al terzogenito Kim Jong-un. Presidenza a sua volta ereditata dal padre Kim Il-sung, soprannominato l’“eterno presidente”. Questi pero’ aveva designato pubblicamente come suo erede il figlio, mentre Kim Jong-il si ostina a mantenere il silenzio sul suo misterioso successore. Da mesi si congettura sulle sue generalità, sui suoi natali, sulla sua personalità ma non ne esiste alcuna fotografia. Solo il nome è certo: Kim Jong-un, ma già sull’età si discute: è nato nell’83 o nell’84? E la madre, Ko Yong-hui, ballerina di origine giapponese, è stata la moglie ufficiale dell’attuale dirigente nordcoreano o solo un’amante? Il misterioso figlio avrebbe studiato in Svizzera, parlerebbe inglese e tedesco e avrebbe ereditato dal padre doti di leadership e un carattere spietato. “Non posso dire nulla, inutile seguirmi”, diceva ai giornalisti nel gennaio scorso all’arrivo a Pechino Kim Jong Nam, figlio maggiore di Kim Jong-il. La transizione è in fase di preparazione, sicuramente, ma il regime continua a coltivarne il mistero.