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In Olanda, la mammografia digitale ha preso il posto di quella tradizionale su lastra. Per le pazienti, l’esame si svolge allo stesso modo. Compresso tra due placche, ciascun seno è radiografato ai raggi x.

Con la mammografia digitale, un’immagine elettronica del seno viene riprodotta dal computer. A questo punto si può lavorare sull’immagine, per esempio per ingrandire, aumentare i contrasti. Inoltre le immagini possono venire facilmente archiviate. Ogni due anni, le donne olandesi di età tra i 50 e i 75 anni sono chiamate a presentarsi a un controllo per il depistaggio del cancro al seno. Le mammografie a scadenza regolare sono il miglior metodo di prevenzione del cancro più diffuso tra la popolazione femminile. In Olanda, la mammografia digitale ha preso il posto di quella tradizionale su lastra. Per le pazienti, l’esame si svolge allo stesso modo. Compresso tra due placche, ciascun seno è radiografato ai raggi x. Il depistaggio digitale è un modo di rendere più efficiente la campagna alla quale partecipa l’80 per cento delle donne olandesi della fascia di età più a rischio. L’obiettivo è di velocizzare le procedure ed estendere questo esame in modo da ridurre sempre più la mortalità legata al cancro al seno. Dice un medico del centro olandese per il depistaggio del cancro al seno, Ard den Heeten: “Se paragonato alle mammografie fotografiche, questo sistema permette più facilmente di individuare i noduli, non solo fin dalle fasi delle calcificazioni DCIS,o carcinoma intraduttale, ma anche quando si tratta di piccoli tumori invasivi”. Ogni anno oltre 330 mila nuovi casi vengono diagnosticati nell’Unione europea. Le cause rsono legate a vari fattori come inquinamento, alimentazione, terapie ormonali. Se presi in tempo, questi tumori sono curabili. E oggi, l’informatica da una mano alla medicina. A Brema in Germania, l’istituto Fraunhofer Mevis è specializzato nell’informatica per le immagini mediche. I ricercatori preparano i programmi per gli ospedali di domani. Sono il motore del progetto europeo chiamato Hamam che mira a mettere nelle mani dei radiologi gli strumenti per manipolare al meglio una quantità crescente di informazioni. Il compito dei radiologi è quello di trarre le informazioni rilevanti da questo vasto accumulo di dati, in breve tempo e con la massima precisione possibile. Il computer può comparare molte immagini, offrire punti di vista diversi, analizzare le immagini o quantificare dati per aiutare il radiologo nella formulazione di una diagnosi. Le immagini non provengono solamente dalle mammografie: anche le ecografie, che si servono degli ultrasuoni, e gli scanner a risonanza magnetica, che usano le onde elettromagnetiche, producono immagini, da leggere in modo diverso. Dice un ricercatore del Fraunhofer Institute: “Un obiettivo è far convergere tutto il materiale in un’unica piattaforma di lavoro, per essere più efficienti e per favorire la valutazione comparativa dei dati di provenienza diversa. Se una donna per esempio si sottopone a mammografia e risonanza magnetica, questa postazione di lavoro permette di sovrapporre i due esami per arrivare a una sola diagnosi”. Uno dei programmi ideati a Brema è in uso qui, nel centro medico universitario di Nijmegen in Olanda. Oggi è una giornata dedicata al depistaggio del cancro al seno per donne che vi sono predisposte a causa di fattori di rischio genetici. Questa paziente di 59 anni si sottopone ogni anno a una risonanza magnetica , un esame costoso ma che permette un depistaggio già agli esordi del cancro. Un medico dell’ospeale dice che la probabilità che questa paziente sviluppi un carcinoma al seno nel corso della sua vita è tra il 60 e l’80 per cento. Con la risonanza magnetica si riesce a vedere il 20 per cento in più di tumori rispetto all’ecografia e alla mammografia combinate. Ma con la risonanza magnetica non sono rari i falsi allarmi, spesso vengono individuate anomalie che non sono dei tumori. Sta al radiologo perfezionare la diagnosi servendosi di tutti gli strumenti a sua disposizione. Un radiologo del centro, Roel Mus, spiega: “Una sola tecnologia non è sufficiente. La risonanza magnetica è molto più precisa di una mammografia, ma pone altri problemi. Uno dei modi di manifestarsi del cancro al seno sono le micro calcificazioni, che si possono vedere in fotografia ma non appaiono sull’immagine della risonanza. Quando mi trovo davanti a una paziente con un tumore multi focale, con tre o quattro tumori, devo inviare ogni volta le immagini laggiù per osservarle. Sarebbe utile avere tutto su un’unica postazione di lavoro per comparare e parametrale le immagini, i miei scanner, le mie ecografie e le mie mammografie, tutto insieme…” Nico Karssemeijer è un ricercatore in radiologia che lavora al fianco dei medici dell’ospedale. Sperimenta i programmi informatici sui computer o sugli altri strumenti medici come lo scanner ad ultrasuoni, una tecnologia all’ultimo grido per il depistaggio del cancro al seno. “Quello che vedete è un trasduttore molto grande, che posato sul seno guida la direzione dello scanner e produce così una ecografia tridimensionale. E’ molto più efficiente e molto più veloce della tradizionale ecografia. Il vantaggio di questo sistema è che è meno costoso della risonanza e se paragonato alla mammografia è innocuo, perché non sottopone la paziente a un bombardamento di raggi x potenzialmente pericolosi. Con la tecnologia di punta possiamo scoprire i primi segni di un tumore con le immagini mediche, ma è probabile che in futuro basterà un esame del sangue o un altro esame meno invasivo per depistare i tumori in fase iniziale, e potremo anche curare meglio questa malattia”. Resta evidente che la prima prevenzione risiede in uno stile di vita sano, una alimentazione equilibrata un regolare esercizio fisico e una fuga da pesticidi e inquinanti chimici vari, tutte cause dell’incremento dei tumori.

http://www.hamam-project.org

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