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Opel, la Grande Coalizione si spacca

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Opel, la Grande Coalizione si spacca

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Si apre una settimana cruciale per Opel. Il governo tedesco torna oggi a discutere del futuro della controllata GM, ma intanto la Grande Coalizione si spacca. Il ministro dell’economia, conservatore, ha giudicato insufficienti tutte e tre le offerte presentate dalle pretendenti Fiat, Magna e Ripplewood: “Quel che non posso accettare è che usiamo denaro dei contribuenti per le garanzie pubbliche, con l’altissima probabilità di perdere questi soldi. Questo per me non è comprensibile ed è per questa ragione che dobbiamo tenere in considerazione l’opzione di un’insolvenza controllata”

Gli risponde, dal pulpito della campagna elettorale, il ministro degli esteri, il socialdemocratico Steinmeier. Per lui bisogna smetterla “con queste chiacchiere su un’insolvenza della Opel”: “Sono sicuro che se facciamo le cose per bene, e se non svendiamo Opel al primo arrivato, se cerchiamo una soluzione ragionevole, Opel ha un futuro”. E i lavoratori stanno a guardare, col fiato sospeso. Nell’offerta della Fiat, ad esempio, sarebbero previsti, secondo indiscrezioni di stampa, fino a 10 mila esuberi in Europa, di cui 2 mila in Germania.