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I ministri Ue divisi sulle quote latte

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I ministri Ue divisi sulle quote latte

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Non dipende dall’aumento delle quote se il prezzo del latte diminuisce, ma solo dal calo della domanda mondiale. Ne è convinta la commissaria europea all’agricoltura, secondo la quale ai produttori non resterebbe che adeguarsi:

“Con le proteste non si risolve niente, è soltanto questione del calo della domanda da parte dei consumatori. E’ la sola ragione e posso garantire che non farebbe nessuna differenza se rimettessimo in discussione il sistema delle quote. Gli allevatori devono produrre meno, tutto qui”. Di tutt’altro avviso il ministro dell’agricoltura francese, Michel Barnier, secondo il quale l’Europa dovrebbe tornare sulla decisione di sopprimere le quote entro il 2015. “Se utilizziamo tutti gli strumenti di intervento di cui disponiamo, come lo stoccaggio e il sostegno alle esportazioni, allora possiamo tornare a porre la questione delle quote per far capire ai produttori che a dettare il prezzo del latte non sarà la sola legge di mercato”. Parigi e Berlino, con il sostegno di Vienna, hanno fatto fronte comune, proponendo agli altri paesi europei di anticipare una scandenza fissata nel 2010 per esaminare lo stato di salute del settore. La commissione europea ha bocciato l’iniziativa, a conferma che le posizioni dei Ventisette restano per il momento distanti.