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Iran, Moussavi promette una politica di distensione se sarà eletto presidente

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Iran, Moussavi promette una politica di distensione se sarà eletto presidente

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Entra nel vivo la campagna elettorale in Iran in vista delle presidenziali del 12 giugno. Un’elezione che potrebbe decidere in che direzione vuole andare il paese: continuare sulla linea dell’opposizione all’Occidente e della violazione delle libertà fondamentali o avviare una politica di distensione e di rispetto dei diritti umani.

Quest’ultima è quanto meno la linea che promette di seguire Mir Hossein Moussavi, ex premier appoggiato dall’ex presidente riformista Mohammad Khatami. Ieri migliaia di sostenitori di Moussavi si sono riuniti nello stadio Azadi di Teheran nel meeting organizzato simbolicamente nell’anniversario della vittoria di Khatami nel 1997. Lo stesso Khatami era presente e ha esortato i giovani a votare per Moussavi. Venerdì, ad aprire la campagna elettorale, era stato invece l’attuale presidente Mahmoud Ahmadinejad. Ahmadinejad è accusato fra l’altro dai suoi detrattori di aver danneggiato l’economia del paese, lui si difende affermando che mentre tutto il mondo fa i conti con la crisi, l’Iran registra una crescita del 5-6 per cento.