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In Mongolia seggi aperti per le presidenziali

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In Mongolia seggi aperti per le presidenziali

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Uno scrutinio dagli esiti incerti. Ad affrontarsi, il presidente uscente Enkhbayar, del Partito rivoluzionario del popolo, di ispirazione comunista, e lo sfidante Elbegdorj, del Partito democratico, al centro del cui programma è la lotta alla corruzione.

Fino al 1990 la Mongolia è stata un satellite dell’Unione Sovietica, soltanto dopo quella data comincio’ a prendere corpo un sistema multipartitico. Nel luglio scorso, alle elezioni parlamentari, il partito erede del comunismo ha prevalso di stretta misura: un risultato duramente contestato dalle opposizioni, 5 furono i morti nelle violente manifestazioni che seguirono quel voto. Una priorità che il nuovo presidente dovrà affrontare è l’accordo con le multinazionali estere sullo sfruttamento dei giacimenti minerari, di cui la Mongolia è ricca. In particolare l’oro e il rame potrebbero fare da leva all’esiguo prodotto interno lordo del Paese.