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Nulla di fatto al vertice Ue-Russia

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Nulla di fatto al vertice Ue-Russia

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L’idea era quella di superare un anno di divergenze. Ma di fatto, tra Unione europea e Russia, di passi avanti, al vertice di Khabarosk, se ne sono fatti ben pochi. Dalla città dell’estremo oriente russo, si è discusso soprattutto di energia. E a pesare su un rapporto già incrinato per la crisi del gas, anche la partnership orientale lanciata a inizio maggio da Bruxelles a favore di sei ex repubbliche sovietiche.

“Non vorrei – ha detto il Presidente russo Dmitri Medvedev – che questa partnership si consolidasse in certi Paesi con un sentimento anti-russo, facendoli avvicinare ad altri Paesi europei. Se questo non avviene, se ci sarà solo una normale cooperazione economica, allora non facciamo di certi obiezioni. E auguriamo successo a tale partnership”. Per l’Unione europea il progetto è finalizzato solo a stabilizzare l’area, l’invito a Mosca affinché vi partecipi è stato fatto. Così come l’invito a sottoporre proposte per un nuovo accordo sulla sicurezza energetica, ma a partire dalla Carta dell’Energia che Mosca ha ribadito di non voler ratificare: “Siamo pronti a discutere a livello internazionale – ha detto il Presidnete della Commissione europea Joé Manuel Durao Barroso -su come migliorare gli assetti esistenti, ma, francamente, non dovremmo gettar via accordi che esistono già e che sono stati negoziati da parecchi anni”. Solo accennato l’altro tema caldo, quello della Georgia, sollevato dal capo della diplomazia europea Javier Solana. Altro punto in sospeso: l’ingresso della Russia nell’Organizzazione Mondiale del Commercio, ostacolato dalla politica protezionistica che Mosca per ora, non sembra intenzionata a rivedere.