ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

La Constituzione tedesca: un miracolo di longevità

Lettura in corso:

La Constituzione tedesca: un miracolo di longevità

Dimensioni di testo Aa Aa

Dopo la disfatta della Seconda guerra mondiale la Germania è in ginocchio. Un Paese in rovina, moralmente a terra, schiacciato anche dalla vergogna per i crimini nazisti. Diviso in zone d’occupazione dalle forze alleate, i vincitori faranno di tutto per impedire che totalitarismo ed espansionismo tedesco rialzino il capo.

Con questo spirito viene redatta la Legge fondamentale della Repubblica Federale che vede ufficilamente la luce il 23 maggio del 1949, a Bonn, la nuova capitale. Divenuta la Germania una democrazia parlamentare, i partiti politici sono fondamentali per garantire stabilità e democrazia: oltre lo sbarramento del 5% anche le forze minori possono entrare al Bundestag.

Konrad Adenauer, cristiano democratico, diventa il primo cancelliere della Repubblica Federale Tedesca. Sarà l’uomo del Miracolo economico, affiancato dal ministro delle finanze Erhard.

Grazie anche al Piano Marshall l’industria riprende il volo, gli anni della fame sono dietro le spalle, la nuova prosperità ha un simbolo: il maggiolino, la Volkswagen: nel ’55 gli esemplari venduti sono già un milione.

Nell’89 cade il Muro di Berlino; un anno dopo la Germania è riunificata, Berlino è di nuovo capitale, ma la Legge Fondamentale adottata a Bonn e considerata provvisoria sarà la stessa della Germania non piu’ divisa – un trionfo per una costituzione che non si è mai voluta chiamare tale.

Per Manfred Goertemaker, docente di storia moderna, il bilancio è lusinghiero. “Nel complesso la Costituzione e la storia della Germania sono due vicende finite bene: il paese è molto stabile, molto piu’ di quanto si potesse immaginare all’inizio.” Eppure il modello politico economico tedesco è in crisi. Le ultime elezioni hanno messo in evidenza il declino dei due grandi partiti e l’ascesa delle formazioni minori. E’ stato allora giocoforza creare una Grande coalizione: alla difficoltà di conciliare forze opposte si è aggiunta l’attuale recessione, peggiore ancora che nel ’45.