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Russia-Ue, in estremo oriente per parlarsi chiaro

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Russia-Ue, in estremo oriente per parlarsi chiaro

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Non è per caso che si è scelta Khabarovsk come sede del vertice: piena di materie prime e di investimenti stranieri, ma anche lontana, così lontana dall’Europa.

Come a far capire quanto sia grande la Russia, e quanto conti anche la sua parte asiatica: vicina, così vicina a un altro grande protagonista sullo scenario mondiale – la Cina, membro ormai da tempo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. La Russia invece no: bussa da anni alle porte del consesso economico globale, sempre respinta. Ed è questo uno dei temi principali in occasione del vertice russo-europeo. Ma non sono solo dazi e riforme economiche a rendere spinoso il vertice: in effetti, l’appoggio europeo alle istanze russe per l’OMC si è ulteriormente affievolito dopo l’offensiva russa in Georgia. Si impone quindi di prepotenza anche il tema della sicurezza. E se a Mosca dànno fastidio certi allargamenti dell’Unione europea, figuriamoci quanto infastidiscano quelli della Nato, che in più ha una base proprio in Georgia, ed è lì che si sono svolte le ultime esercitazioni, provocatorie per Mosca. La Russia propone un nuovo patto per la sicurezza, poco ascoltata in questo dall’Europa, ma propone anche, dopo l’ultima crisi con l’Ucraina, una nuova Carta Mondiale dell’Energia: e in questo è, se possibile, ancora meno ascoltata dal partner europeo, che considera le proposte russe come semplici diversivi.