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Iraq, sessanta morti in meno di 24 a causa degli attentati

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Iraq, sessanta morti in meno di 24 a causa degli attentati

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Oltre sessanta morti in meno di 24 ore. Il sangue riprende a scorrere in Iraq, dove un’ondata di attentati sta dimostrando quanto possano essere fragili i progressi compiuti nell’ultimo anno sul fronte della sicurezza.

L’ultimo attacco in mattinata a Baghdad: un kamikaze ha azionato la sua cintura esplosiva al passaggio di una pattuglia americana in un mercato affollato, uccidendo una dozzina di persone. Poche ore prima toccava a Kirkuk, nel nord del paese. Le otto vittime appartenevano alle milizie sahwa, formate da ex ribelli sunniti riconvertiti alla lotta contro Al Qaeda. Il bilancio più grave è stato registrato ieri, alla periferia della capitale irachena. Una quarantina di persone, in maggioranza civili, sono morte e più di ottanta ferite per l’esplosione di un’autobomba. Gli attentati sono ripresi con intensità da aprile. Nel mirino soprattutto la comunità sciita, che in Iraq è maggioritaria, e le forze di sicurezza. Queste ultime stanno gradualmente subentrando ai militari americani, che entro la fine del 2011 avranno completato il ritiro dal paese.