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Guantanamo, per Obama la chiusura del carcere si complica

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Guantanamo, per Obama la chiusura del carcere si complica

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Il carcere speciale di Guantanamo per presunti terroristi si sta rivelando un grattacapo ben maggiore del previsto per Barack Obama. Fin dal suo insediamento, il presidente americano ne aveva fissato la chiusura entro la fine del gennaio 2010. Un proposito che riaffermerà oggi in un discorso sulla sicurezza nazionale che pronuncerà ai National Archives di Washington.

Nel frattempo, però, i suoi colleghi del partito democratico gli stanno rendendo la vita difficile, con la bocciatura al Senato di una richiesta di 80 milioni di dollari per pagare il trasferimento dei prigionieri. Il messaggio è chiaro: senza assicurazioni che i detenuti non finiscano liberi nelle strade americane, Guantanamo non si chiude. In un’audizione al Congresso, il direttore dell’FBI ha offerto un fondamento ai timori dei parlamentari, sostenendo che trasferire i sospetti terroristi sul suolo americano potrebbe rivelarsi pericoloso, anche se fossero rinchiusi in un carcere di massima sicurezza. Ahmed Khalfan Ghailani, sarà il primo ospite di Guantanamo ad essere processato da un tribunale federale di New York. E’ sospettato di implicazione nell’attentato contro l’ambasciata statunitense in Tanzania, nel 1998. Nella base americana a Cuba ci sono attualmente 240 detenuti. Altri 530 sono stati rilasciati o trasferiti in altri paesi.