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Russia-Unione Europea. Un vertice tutto in salita

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Russia-Unione Europea. Un vertice tutto in salita

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Sono passati sei mesi dall’ultimo vertice Russia-Unione Europea. Sei mesi che hanno lasciato molte questioni aperte. La crisi georgiana che aveva avvelenato i rapporti tra Mosca e le capitali europee resta uno dei nodi irrisolti. Ma a Khabarovsk, all’estremo confine orientale russo, dove il presidente Medvedev e i suoi consiglieri hanno deciso debba tenirsi il summit bilaterale i temi in discussione saranno anche altri. I punti di disaccordo sono piu numerosi dei possibili punti di intesa. Il progetto di partenariato orientale con cui l’Unione Europea vorrebbe instaurare relazioni autonome con 6 paesi ex sovietici liberatisi dall’influenza di Mosca viene considerato dai russi una provocazione. Le presunte ingerenze della Romania nella recente crisi postelettorale in Moldova hanno rafforzato i malumori del Cremlino anche se l’ambasciatore a Bruxelles Nikolay Kobrinets alla vigilia del vertice ha usato parole di circostanza spiegando che non c‘è ostilità a priori per questo piano. “L’importante – ha precisato – è che non si costringano i paesi come la Moldavia a scegliere forzatamente se stare con la Russia o con l’Unione Europea”

Le discussioni si annunciano difficili anche sul tema energia. La proposta russa di stilare un nuovo patto energetico viene giudicato dagli europei “un diversivo”. Per loro sarebbe invece il caso di levare i dazi doganali che Mosca ha disseminato negli ultimi mesi. In questo clima fatto di reciproca diffidenza sarà molto difficile che si arrivi a rlianciare il partenariato strategico Unione-Russia che ormai è inadeguato visto che rimonta al 1997