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Sconfitti i Tamil ma c'è il rischio catastrofe umanitaria in Sri Lanka

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Sconfitti i Tamil ma c'è il rischio catastrofe umanitaria in Sri Lanka

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E’ il momento delle celebrazioni per il governo dello Sri Lanka. Annunciata la morte del leader dell’Esercito di Liberazione delle Tigri Tamil, il Paese suggella la fine di una guerra civile durata un quarto di secolo.

La tv di Stato trasmette a ripetizione le immagini dei militanti Tamil uccisi. Fra di loro anche il figlio del capo storico della guerriglia. Cirdondati da settimane nell’ormai minuscola porzione di territorio che riuscivano ancora a controllare, i Tamil hanno subito l’assalto finale dell’esercito singalese che dichiara di aver ucciso più di 250 guerriglieri. Ma la vera incognita riguarda le vittime civili. La popolazione locale è rimasta nelle ultime settimane schiacciata tra i due fuochi: da un lato i bombardamenti da parte dell’esercito di Colombo, dall’altro la guerriglia che ha usato i civili come scudi umani. Le stime parlano di 6.500 morti, ma l’accesso alle zone interessate è limitatissimo, anche per la Croce Rossa Internazionale. Gli sfollati sarebbero circa 250.000, ma le sole immagini che giungono dai campi profughi approntati dal governo, sono quelle fornite dalle stesse autorità di Colombo. Intanto gli espatriati Tamil in Europa cercano di far sentire la loro voce chiedendo che Bruxelles faccia la sua parte contro una catastrofe umanitaria annunciata.