ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Londra: lo scandalo dei rimborsi facili

Lettura in corso:

Londra: lo scandalo dei rimborsi facili

Dimensioni di testo Aa Aa

E’ uno scandalo che scandalizza quello dei rimborsi gonfiati degli onorevoli britannici, svergognati quotidianamente dalla stampa d’Oltremanica.

C‘è chi ha chiesto di farsi pagare il giardiniere, chi la disinfezione della piscina, chi il mutuo per la casa: dall’otto maggio il Daily Telegraph, giornale conservatore, pubblica le note spese, sino ad allora gelosamente custodite dal personale della Camera dei Comuni. Il Palazzo è stato preso in contropiede, costretto già dalla giustizia a rendere pubbliche entro la fine dell’anno le richieste di rimborso avanzate dai parlamentari. Sinora erano commissioni ad hoc a fissare ogni anno le norme in materia di rimborso spese, senza alcun controllo indipendente. Al di là dello stipendio annuale, poco piu’ dell’equivalente di 70mila euro, gli onorevoli britannici il cui collegio elettorale sia esterno alla capitale, hanno diritto a un assegno per la seconda casa di circa 27mila euro all’anno, e piu’ di 100mila euro per pagare i collaboratori. La diaria è di 28 euro, mentre i viaggi all’interno del Regno sono rimborsati senza limitazioni. Le norme che regolano i rimborsi spese, interpretati con spirito allegro, hanno portato agli abusi, soprattutto in merito agli esborsi per il domicilio londinese. C‘è chi come il ministro Hazel Blears ha indicato come residenza secondaria l’appartamento di Londra ma quando l’ha venduto l’ha dichiarato come prima casa in modo da non pagarci le tasse. “Mi sono attenuta alle regole della Camera, dice indomita, alle regole del Fisco. Certo, capisco che la gente sia indignata, e mi rincresce per tutta questa storia.” Non scapperà col malloppo, e il ministro ha promesso di rimborsare circa 13imila sterline. Altri, dimissionari, si sono impegnati a farlo, e nelle casse dello Stato dovrebbero rientrare, per ora, circa 130mila sterline. Heather Brooke, la giornalista americana all’origine di tutta la vicenda, non fa sconti alla classe politica britannica.“Decisamente ai parlamentari è sfuggito qualcosa su come cambino le democrazie, e i rapporti cogli elettori. Pensano ancora di vivere in una sorta di età feudale, di oscuro medioevo dove siamo tutti contenti che spendano disinvolti i nostri quattrini senza dirci il perché e il per come.” Le conseguenze dello scandalo si misureranno alle elezioni di giugno: la disaffezione per i partiti tradizionali rischia di giovare alle forze piu’ estremiste.