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In tv il corpo del leader dei ribelli

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In tv il corpo del leader dei ribelli

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Il cadavere del leader delle Tigri Tamil Veluppilai Prabakharan esposto davanti alle telecamere come un trofeo. La resa di uno dei gruppi guerriglieri più longevi al mondo mette fine a 37 anni di scontri tra il governo dello Sri Lanka appoggiato dalla maggioranza singalese e gli indipendisti tamil che negli ultimi mesi si erano trincerati nelle loro roccaforti del nord-est.

Nella capitale Colombo la popolazione ha festeggiato la sconfitta delle Tigri, inneggiando al presidente Mahinda Rajapaksa che probabilmente ora, cercherà di capitalizzare il successo, convocando elezioni anticipate. La sua entrata nell’aula del Parlamento tra gli applausi dei deputati è una delle immagini di una giornata che si puo’ definire storica. “Per tre decenni la legge non è stata rispettata su un terzo del nostro territorio. La libertà resta il nostro valore supremo, non permettero’ il risorgere del separatismo sulla nostra terra e non permettero’ a nessuno di distruggere la nostra democrazia” I capi delle Tigri scampati al massacro negano che il loro capo sia stato ucciso e che il cadavere mostrato alle TV sia quello del loro leader ammettono però la sconfitta. Le principali sacche di resistenza sono state tutte debellate. Le rassicurazioni del presidente pero’ non bastano a cancellare le tracce di un massacro e l’emergenza umanitaria che ha costretto decine di migliaia di persone alla fuga. Per le organizzazioni internazionali accedere ai campi dei rifugiati resta difficile, la regione è stretta da un imponente dispositivo militare che rallenta l’arrivo degli aiuti.