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I paesi dell'est europeo non hanno intenzione di correre alle urne

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I paesi dell'est europeo non hanno intenzione di correre alle urne

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L’entusiasmo dei nuovi paesi membri dell’Unione europea si è perso per strada. I paesi dell’est che sono entrati più di recente a far parte dell’Unione non sembrano molto interessati alle elezioni europee di giugno, secondo quanto emerge dai sondaggi dell’ Eurobarometro.

La Bulgaria che ha dato il via ieri alla campagna elettorale, è chiamata ad eleggere il 7 giugno 17 deputati all’europarlamento. Sono le seconde elezioni europee dopo l’ingresso del Paese nell’Unione. La partecipazione è stimata attorno al 30 per cento. In media in Europa ci si attende una partecipazione del 34 per cento, ma per i paesi dell’est europeo il tasso varia tra il 46 per cento della Repubblica Ceca e il 13 per cento della Polonia. La Repubblica Ceca è riuscita a destare l’interesse dei cittadini verso l’europarlamento grazie al sementre della presidenza europea di Praga, un successo in questo senso. Partecipazione ridotta al lumicino invece in Polonia, nonostante l’85 per cento dei polacchi si dicano soddisfatti di essere nell’unione. Questo analista spiega che non si tratta di disaffezione verso la democrazia, piuttosto c‘è una carenza di informazioni e di sensibilità verso l’Europarlamento. Se si prendono invece i dati sull’approvazione del lavoro svolto da questa istituzione, sono molto positivi, favorevoli all’80 per cento. Il non voto dipinge una dilagante apatia e mancanza di interesse, piuttosto che incarnare una forma di protesta verso tutto quanto si decide a Bruxelles.