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Sri Lanka, gli esuli Tamil protestano a Bruxelles

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Sri Lanka, gli esuli Tamil protestano a Bruxelles

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Gli espatriati Tàmil in Europa non restano con le mani in mano. In un centinaio si sono raccolti davanti alla sede del Consiglio europeo, a Bruxelles, per denunciare quello che definiscono genocidio della loro comunità nel nord-est dello Sri Lanka.

L’Europa, dicono, deve pretendere che il governo di Colombo assuma le proprie responsabilità. “Chiediamo all’Unione europea di inviare là qualcuno affinché ci si renda conto di quanto sta accadendo. Non basta chiedere di fermare la guerra. Noi abbiamo fiducia nei governi europei, sono gli unici che possano aiutarci”. Secondo un portavoce della Nazioni Unite nello Sri Lanka, prima di sferrare l’attacco decisivo ai guerriglieri, l’esercito singalese avrebbe trasferito in campi per rifugiati tra 50 e 80 mila civili che si trovavano intrappolati nella zona di guerra. Le autorità di Colombo limitano però l’accesso della stampa a questi campi. Le immagini a disposizione sono state filmate in un campo modello vicino alla città di Vavuniya, dove sono ospitate circa 25mila persone. Qui ricevono cibo e medicinali, ma i militari armati impediscono a chiunque di lasciare il campo, che è circondato da filo spinato e sorvegliato giorno e notte.