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Netanyahu da Obama, due approcci distanti sulla pace

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Netanyahu da Obama, due approcci distanti sulla pace

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L’incontro delle divergenze: Benjamin Netanyahu viene ricevuto oggi da Barack Obama, nella sua prima visita alla Casa Bianca da premier israeliano.

Netanyahu presenterà il suo approccio alla crisi in Medio Oriente: la pace regionale dipende secondo lui dall’annientamento delle ambizioni nucleari iraniane. Il presidente statunitense, per il quale invece il dialogo con i palestinesi è prioritario per risolvere la crisi con Teheran, tenterà di convincere Netanyahu ad appoggiare una soluzione a due Stati. “Netanyahu invece si concentrerà sul tema del nucleare iraniano”, ha detto il suo consigliere per la sicurezza, Uzi Arad. “Non solo perché lo ritiene una minaccia esistenziale alla sicurezza di Israele, ma perché l’Iran sta facendo progressi costanti quanto alla sua capacità nucleare militare. E’ un obiettivo di entrambi i Paesi, evitare che l’Iran sviluppi queste capacità”. I palestinesi, alla quinta sessione dei negoziati iniziati due mesi fa al Cairo, avrebbero raggiunto un primo risultato secondo un responsabile di Fatah: un accordo di principio sulla formazione di una forza di sicurezza comune a Gaza. Questo significherebbe il ritorno di Fatah nella Striscia quasi due anni dopo la sua espulsione per mano di Hamas. L’Egitto, Paese mediatore, ha indicato nel 5 luglio la data limite per la conclusione di un accordo interpalestinese.