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Mario Benedetti, deceduto il cantore uruguaiano dell'esilio

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Mario Benedetti, deceduto il cantore uruguaiano dell'esilio

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Aveva cantato l’esilio e il ritorno a Montevideo, scritto versi d’amore e urlato la sua rabbia contro le dittature. Il poeta e scrittore uruguaiano Mario Benedetti è morto all’età di 88 anni, per una malattia polmonare cronica che era andata peggiorando negli ultimi mesi.

Romanziere, commediografo, saggista e giornalista, è stato un punto di riferimento della letteratura ibero-americana. Dopo il colpo di stato militare del 1973 aveva lasciato l’Uruguai perché la sua militanza politica in movimenti di sinistra aveva messo la sua vita in pericolo. Per una decina d’anni visse in esilio tra Argentina, Perù, Cuba e Spagna. “La mia speranza è che le giovani generazioni si ricordino di me. I giovani finora non mi hanno mai lasciato. Quando faccio una lettura di poesie, la metà della platea è composta da giovani”. A partire dagli anni ’80, insieme al chitarrista Daniel Viglietti ha iniziato a mettere in musica alcuni suoi scritti. I suoi reading hanno sempre fatto il tutto esaurito.