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La Fiat si espande in Cina


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La Fiat si espande in Cina

Dopo Stati Uniti e Germania, è la volta della Cina. La Fiat si allarga a Oriente. Il Lingotto ha firmato un accordo con Guangzhou, casa produttrice cinese, per dare vita a una joint-venture. Insieme i due gruppi realizzeranno uno stabilimento in grado di costruire 140 mila vetture l’anno. La Fiat ci mette il know how, Guangzhou garantisce invece un ingresso privilegiato in uno dei mercati piú appetibili.

Sul fronte Chrysler l’ultima novità è in realtà un guaio. I concessionari del marchio americano si oppongono al piano di chiusure annunciato dalla casa automobilistica statunitense che prevede la soppressione di 789 punti vendita. Procedono intanto le trattative dell’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne per perfezionare l’aquisto delle attività europee di GM, primo fra tutti il marchio Opel. Mercoledí Marchionne presenterà il piano al governo tedesco. Secondo fonti vicine all’amministratore delegato, l’acquisizione di Opel comporterebbe l’eliminazione del marchio Lancia. Un ostacolo all’operazione potrebbe giungere dall’Antitrust tedesco che ha definito non auspicabile l’ingresso dello Stato nel capitale di Opel. E in Italia i sindacati chiedono garanzie sul mantenimento di tutti gli stabilimenti.

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