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Influenza A: minaccia di pandemia?

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Influenza A: minaccia di pandemia?

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In Giappone piu’ di 120 casi di Influenza A confermati nel giro di tre giorni. Una diffusione rapida del virus dopo che sabato si è saputo del contagio di un liceale a Kobe – il primo caso nel Paese. Le autorità hanno fatto chiudere la scuola per almeno cinque giorni: obiettivo primario, evitare che il virus raggiunga Tokyo, megalopoli di tredici milioni di abitanti dove il sarebbe difficilmente controllabile.

In realtà il Giappone ha registrato i primi casi di Influenza A ai primi di maggio ma si trattava di turisti provenienti dal Canada. Gli ultimi casi invece fanno temere la presenza di un focolaio autonomo. Questi i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: 8829 casi in 40 paesi, in scuro quelli che hanno registrato decessi: Canada, Usa, Messico e Costa Rica. L’influenza A, all’inizio denominata “suina”, ha fatto la sua comparsa a marzo in Messico, propagandosi poi rapidamente. 3103 i casi registrati in questo paese, che conta 68 morti. Il virus ha varcato subito la frontiera con gli Stati Uniti, oggi il paese piu’ colpito con 4714 casi, 4 i decessi. L’ultimo il preside di una scuola newyorkese – la città è diventata il secondo focolaio mondiale del virus H1N1. All’OMS la situazione virologica è costantemente aggiornata, come spiega John Mackenzie, responsabile della commissione ad hoc. “Il 29 aprile scorso, vista l’urgenza, ci siamo consultati per modificare il livello d’allarme pandemia da 4 a 5, che significa trasmissione in almeno due paesi del territorio dell’OMS, uno è ovviamente il Nord-America.” Alcuni paesi, la Russia per esempio, hanno sconsigliato ai loro cittadini di recarsi in America Settentrionale, e in Spagna, ma sarebbe una precauzione inutile, almeno secondo il virologo Josep Vaqué, dell’ospedale catalano Vall d’Hebron. “In Spagna non si sono registrati focolai in scuole né in ospedali o in singole famiglie. E’ un’infezione che non si diffonde in questo Paese. Possiamo dunque dire che qui il rischio di contagio è pari a zero.” Mosca alla fine ha deciso di conformarsi alle direttive dell’OMS che per ora non intende porre restrizioni al movimento di beni e persone.