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Al via il processo ad Aung San Suu Kyi

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Al via il processo ad Aung San Suu Kyi

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Sotto imponenti misure di sicurezza è iniziato a Yangon il processo ad Aung San Suu Kyi. La leader dell’opposizione democratica birmana è accusata di avere violato le condizioni degli arresti domiciliari. Se condannata, rischia fino a cinque anni di carcere. In particolare, la donna, Premio Nobel per la Pace, simbolo del movimento per la democrazia, deve rispondere per avere consentito ad un mormone americano di soggiornare presso la propria abitazione.

La comunità internazionale ha espresso indignazione per la vicenda e ha chiesto la sua liberazione. Per molti, le misure contro San Suu Kyi sono volte a impedirne la partecipazione alle elezioni del 2010: “Processare oggi Aung San Suu Kyi – afferma il ministro degli Esteri indonesiano Hassan Wirajuda – significa inviare un messaggio sbagliato. Lo scopo delle elezioni in programma il prossimo anno dovrebbe essere quello di promuovere la democrazia, e il procedimento contro di lei di certo preoccupa”. Alle elezioni del 1990 Aung San Suu Kyi ottenne una schiacciante vittoria, negata dalla giunta militare che governa l’ex Birmania dal 1962. Gli arresti domiciliari avrebbero dovuto concludersi il 27 maggio. Centinaia di persone si sono unite a Bangkok davanti alla sede dell’Ambasciata del Myanmar. Una delle tante manifestazioni di protesta contro la giunta militare.