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Obama: i tribunali speciali non chiusi ma riformati

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Obama: i tribunali speciali non chiusi ma riformati

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Barack Obama cambia idea anche sui tribunali militari speciali. Invece di scioglierli e di affidare i casi dei sospetti terroristi alla giustizia ordinaria, passo conseguente alla decisione di chiudere il carcere di Guantanamo entro l’anno presa in gennaio, il presidente degli Stati Uniti ha deciso di riformare queste corti create dall’amministrazione Bush-Cheney. Le organizzazioni umanitarie internazionali non nascondono la propria delusione:

“Era chiaro il tenore della campagna di Obama. Ed era abbastanza chiaro quel che volevano gli elettori che lo hanno portato alla Casa bianca – dice Geneve Mantri di Amnesty International – E adesso c‘è confusione su quel che realmente vuole questa amministrazione, sulle politiche che intende portare avanti”. La riforma dei tribunali militari speciali riguarderebbe soprattutto il miglioramento del diritto alla difesa e il rifiuto di prove ottenute sotto tortura o con interrogatori crudeli e degradanti. Secondo il capitano Brian Mizer, che assicura la difesa di Salim Hamdan: “E’ deludente soprattutto il fatto che il governo dica apertamente che la ragione per la quale queste corti continueranno a funzionare è perché sarebbe difficile ottenere condanne nei tribunali ordinari e questa sarebbe la prima volta nella nostra repubblica che viene creato un sistema giudiziario per ottenere condanne”. E’ la seconda volta in una settimana che Obama fa dietro front. Mercoledì si era detto contrario alla pubblicazione di altre fotografie testimonianti il cattivo trattamento inflitto ai sospetti di terrorismo, nel timore di una recrudescenza dell’antiamericanismo nei teatri di guerra in cui le truppe US sono ancora in azione.