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La comunità omosessuale repressa in Russia

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La comunità omosessuale repressa in Russia

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È durata solo qualche minuto la manifestazione degli omosessuali davanti allo stadio di Mosca dove si tiene la finale dell’eurovisione. I reparti speciali della polizia sono intervenuti duramente sui pochi manifestanti che hanno sfidato il divieto deciso dal sindaco della capitale russa Yuri Luzhkov.
 
Sono stati più di 80 i fermi in questa e in un’altra manifestazione tenutasi in un altro quartiere di Mosca. Tra loro anche rappresentati delle associazioni di difesa dei diritti degli omosessuali di numerosi Paesi.
 
In Russia, denunciano le organizzazioni gay, i diritti degli omosessuali sono sistematicamente violati. E anche la società ha difficoltà ad accettare la diversità. Contro il gay pride si sono levati gli strali dei nazionalisti e della chiesa ortodossa.
 
“Vogliamo dire un no fermo a quest’atto di terrorismo dell’anima che è il Gay pride. Voglia convincere la gente che credere in questi valori non fa parte della nostra cultura”.
 
Gli organizzatori del gay pride di Mosca hanno chiesto anche il sostegno degli artisti dell’eurovisione. Un gruppo olandese che aveva minacciato di boicottare la finale se fosse stata vietata la parata è stato eliminato in semifinale.