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Vietato il gay pride di Mosca

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Vietato il gay pride di Mosca

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Il gay pride in occasione della finale del festival dell’eurovisione non ci sarà. Il sindaco di Mosca Yuri Luzkhov ha vietato, come già altre volte, la parata nella capitale russa. Gli organizzatori del gay pride avevano chiesto ai partecipanti di sostenerli nelle loro rivendicazioni. E il gruppo olandese “The Toppers” aveva minacciato di boicottare la finale se fosse stata vietata la parata. Ma, caso o no, in semifinale è stato eleminato.
 
In Russia, denunciano le organizzazioni gay, i diritti degli omosessuali sono sistematicamente violati. E anche la società ha difficoltà ad accettare la diversità. Una coppia lesbica di recente ha chiesto al comune di Mosca la possibilità di sposarsi, sicura di un rifiuto.
 
Contro il gay pride si sono levati gli strali dei nazionalisti e della chiesa ortodossa.
 
“L’obiettivo principale del gay pride è legalizzare il peccato nella nostra società – spiega il portavoce della gioventù ortodossa cristiana -. Ci vogliono provare che essere omosessuale non è peccato. Vogliono legalizzare il matrimonio gay. Vogliono che i preti ortodossi celebrino le unioni. Questo non succederà, non lo lasceremo accadere”.
 
Nel 2007 a Mosca nel corso di un gay pride non autorizzato ci furono scontri tra difensori dei diritti degli omosessuali e nazionalisti che era intervenuti al grido di “morte agli omosessuali”.