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Rimborsi facili, cadono le prime teste fra i deputati britannici

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Rimborsi facili, cadono le prime teste fra i deputati britannici

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Le nebbie s’addensano su Westminster. Lo scandalo dei rimborsi allegri per i deputati britannici potrebbe costare caro non solo ai contribuenti. Ma anche ai due maggiori partiti alle prossime elezioni europee.

Sia i laburisti che l’opposizione conservatrice potrebbero accusare un’emorragia di voti alle urne a inizio giugno. Sull’onda del furor di popolo che costringe la polizia a vigilare fuori dall’abitazione dei primi deputati sospesi. Come il laburista Elliot Morley. “Cosa altro volevate scroccare?” si chiede un’anziana signora che recita un’invettiva in piena regola. “Vergognatevi, dal primo all’ultimo. L’intero Paese si chiede come possiate dormire la notte”. Anche i tories hanno le loro magagne. Andrew Mackay, consigliere alla Camera dei Comuni di David Cameron, ha anticipato i tempi dando le dimissioni. Prontamente accettate dal leader conservatore che tutti i sondaggi danno come prossimo Premier. E i sondaggi però dicono anche che alle europee sia il partito di Gordon Brown che quello di Cameron perderanno una valanga di voti. Voti che andranno al British National Party e allo Uk Independent Party.