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Pelosi accusa: sul waterboarding la Cia mentì al Congresso

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Pelosi accusa: sul waterboarding la Cia mentì al Congresso

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Il vaso di Pandora delle torture della Cia definitivamente scoperchiato da Obama aumenta lo scontro fra repubblicani e democratici negli Stati Uniti.

La polemica si sposta sul ruolo del Presidente della Camera Nancy Pelosi, accusata dai repubblicani di sapere da anni, ma di puntare il dito contro il waterboarding e altre forme di tortura solo ora per convenienza politica. Lei gira l’accusa all’intelligence. “Sta accusando la Cia di averle mentito nel 2002?” le chiedono i giornalisti. “Io sto dicendo che ci misero al corrente delle tecniche d’interrogatorio che usavano, tecniche previste dal quadro legale” ha detto Pelosi. “E che dissero: non usiamo il waterboarding, ecco l’unica menzione di questa tecnica. Dissero che non praticavano il waterboarding. E ora sappiano che invece lo usavano. Quindi sì: dico che la Cia ha mentito al Congresso”. Dal canto suo la Cia risponde picche all’ex Vice presidente Dick Cheney: chiedeva di pubblicare i documenti che dimostrano come quelle tecniche d’interrogatorio abbiano evitato alcuni attentati. Documenti che tuttavia per la Cia sono oggetto di contenzioso. Fra l’incudine e il martello c‘è il Presidente Barack Obama. Con la scelta di non rendere pubbliche le nuove foto sulle torture delle carceri americane si è attirato le critiche delle organizzazioni per la libertà d’informazione.