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Tutta l'Europa in piazza contro la crisi

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Tutta l'Europa in piazza contro la crisi

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Il prezzo della crisi non deve ricadere sui lavoratori. Migliaia di operai e di impiegati hanno sfilato per le vie di Madrid e di Bucarest per protestare contro le politiche adottate dai governi per combattere la recessione. Politiche che salvano le banche ma che rischiano di affossare i lavoratori. A organizzare le manifestazioni la Confederazione europea dei sindacati.

“Abbiamo bisogno di ammortizzatori sociali oggi, non domani, di avere un lavoro oggi, non domani”. Oggi è stato il turno di Madrid e Bucarest, domani le proteste si sposteranno a Bruxelles, sabato toccherà a Berlino e a Praga. I sindacati hanno scelto Madrid per lanciare il grido d’allarme. Non è un caso. Il paese è uno dei piú colpiti dalla crisi: la disoccupazione ha superato il 17%. Accanto alle bandiere dei sindacati spagnoli sventolano anche quelle delle confederazioni francesi e portoghesi. L’altra faccia della crisi è la Romania, un modello di sviluppo economico dell’Est Europa entrato in crisi. Le grandi industrie straniere che avevano investito nel paese garantendogli una crescita annua dell’8%ora chiudono o licenziano. “Siamo qui per protestare contro la politica del governo, per denunciare la precarietà del lavoro e l’insicurezza delle nostre condizioni di vita”. Il governo di Bucarest ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale e alla Commissione Europea un prestito di 20 miliardi di euro per tappare le falle e affrontare la recessione.