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La Spagna di Zapatero verso la depenalizzazione dell'aborto

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La Spagna di Zapatero verso la depenalizzazione dell'aborto

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Il governo Zapatero compie il primo passo verso la depenalizzazione dell’aborto in Spagna.

Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri autorizza l’interruzione di gravidanza nelle prime 14 settimane. E fino alla 22esima in caso di malformazione dei feto o rischi per salute della madre. Le ragazze di almeno sedici anni potranno abortire anche senza il consenso dei genitori. Il ministro per le Pari opportunità, Bibiana Aido, spiega che l’interruzione di gravidanza sarà garantita per legge all’interno delle strutture del sistema sanitario nazionale: sarà quindi una prestazione gratuita, praticata negli ospedali pubblici. Oggi la legge spagnola autorizza l’aborto solo in casi estremamente limitati, ma nelle cliniche private è una pratica relativamente diffusa. Il disegno di legge è destinato a scontrarsi con l’opposizione del partito popolare e delle associazioni cattoliche. Queste ultime sostengono, sondaggi alla mano, che in Spagna non ci sia una domanda sociale a giustificare la riforma, non dopo lo scandalo degli aborti facili che coinvolse alcuni istituti privati nel 2007. Il disegno di legge, che in ogni caso non sarà sottoposto all’approvazione del parlamento prima dell’estate, prevede anche di autorizzare la vendita della “pillola del giorno dopo” senza bisogno di una ricetta medica.