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Ddl sicurezza, giro di vite sui clandestini

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Ddl sicurezza, giro di vite sui clandestini

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Il reato di immigrazione clandestina con tanto di aggravante per chi delinque, la permanenza di sei mesi nei Centri di identificazione e di espulsione, le ronde. Sono i punti principali del pacchetto sicurezza sull’immigrazione.

L’ingresso o il soggiorno illegale in Italia è passibile di un’ammenda dai 5 mila ai 10 mila euro. Se il clandestino non è in grado di pagare sarà obbligato a lasciare il territorio nazionale. L’introduzione del reato cambia anche il rapporto dell’immigrato con le varie amministrazioni. Senza documenti e senza permesso di soggiorno sarà praticamente impossibile rivolgersi a un pubblico ufficiale che si ritroverà nell’obbligo di denuciare il clandestino. Le madri non potranno quindi iscrivere i bambini all’anagrafe e quelle sprovviste di passaporto non potranno neanche riconoscerli rendendoli quindi adottabili. Il clandestino non potrà neanche farsi affittare una camera perché il proprietario rischia il carcere fino a tre anni se ha tratto un ingiusto profitto dalla situazione dell’immigrato. Il disegno di legge sulla sicurezza istituzionalizza anche le ronde. Sono associazioni di cittadini iscritte in appositi registri che potranno segnalare alle autorità situazioni di disagio sociale o di pericolo. Gli stranieri candidati all’immigrazione clandestina una volta intercettati dalle pattuglie delle forze dell’ordine potranno essere rinchiusi fino a sei mesi nei Cei, i Centri d’identificazione e di espulsione. Quattro mesi in più di oggi.