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Benedetto XVI a Gerusalemme: non negare, non dimenticare la Shoah

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Benedetto XVI a Gerusalemme: non negare, non dimenticare la Shoah

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“Non bisogna permettere mai più che un tale orrore possa sfregiare l’umanità”. Il Papa tedesco a Gerusalemme, nel luogo della memoria dello sterminio di 6 milioni di ebrei da parte del Terzo Reich, disseta il bisogno di dialogo fra Vaticano e Israele dopo le polemiche sui vescovi lefevriani.

Benedetto XVI ha ravvivato la fiamma dello Yad Vashem e ha detto che le sofferenze degli ebrei non dovranno “mai essere negate, sminuite o dimenticate”. Parole che hanno raccolto il plauso dei sopravvissuti ai lager: “E’ stata davvero una cerimonia piena di rispetto. E’ positivo che un Papa tedesco non abbia avuto timore ad essere qui per dimostrare il rispetto dovuto alle vittime dell’olocausto”. Ma in molti hanno notato con disappunto che il Papa non ha mai citato esplicitamente i persecutori. Tra questi l’ex rabbino capo d’Israele: “Giovanni Paolo II ha citato i milioni di ebrei assassinati. Lui invece non ha usato il verbo ‘assassinati’. Ha detto solo uccisi. Non è la stessa cosa. E non ha detto chi li ha uccisi. Giovanni Paolo II aveva parlato dei nazisti. Nel suo discorso invece i nazisti sono scomparsi”. Durante l’incontro interreligioso Ratzinger non ha mancato d’esprimersi implicitamente a favore della creazione di uno Stato palestinese come soluzione di pace fra i due popoli.