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L'Aquila: il bilancio a un mese dal terremoto

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L'Aquila: il bilancio a un mese dal terremoto

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É trascorso poco piú di un mese dal terremoto che ha semidistrutto L’Aquila. Ora che le passerelle si sono diradate, restano i problemi. L’amministrazione locale chiede aiuto all’Europa per rilanciare l’economia. Il vicesindaco Roberto Riga ha le idee chiare su come Bruxelles potrebbe agevolare la rinascita dell’Abruzzo.

“L’UE puó fare molto. Noi abbiamo chiesto da un lato di essere considerati zona franca per tentare di far ripartire l’attività economica della nostra città. E dall’altro lato abbiamo chiesto all’UE, che puó farlo, di essere reinseriti nell’obiettivo 1. Un grande motivo d’orgoglio negli anni passati è stato che l’Abruzzo, regione del centro-sud, era riuscita a superare la fase di difficoltà e a uscire dall’obiettivo 1”.

Intanto proseguono i controlli. Gli edifici devono essere verificati uno a uno per poter ottenere l’abitabilità. Nell’attesa 40 mila persone continuano a vivere in tenda. A 10 chilometri dall’Aquila, nella frazione di Cese di Preturo, 170 senza tetto hanno resistito piú di un mese senza corrente elettrica. “Mio padre ha 90 anni, è un problema accompagnarlo in tenda di notte, farlo uscire per i suoi bisogni, di nuovo accompagnarlo. Ve l’immaginate? Purtroppo questa è la realtà”. La Croce Rossa continua a distribuire pasti caldi. Chi aveva un lavoro, ora deve accontentarsi di ricevere un aiuto. “Gli aiuti li abbiamo chiesti e li abbiamo ottenuti, soprattutto il cibo, i vestiti, le coperte. La sola cosa è che a L’Aquila fa molto freddo. La prima settimana ci siamo ustionati il viso, ma la notte ci siamo gelati”. Anche adesso che l’elettricità è arrivata resta la paura del futuro, il timore che dopo le passerelle svaniscano anche le promesse.