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Benedetto XVI in Israele. Per cercare di avvicinare ebrei e cristiani

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Benedetto XVI in Israele. Per cercare di avvicinare ebrei e cristiani

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Comincia oggi la fase più delicata del viaggio del papa in Medio Oriente. Dopo i tre giorni trascorsi in Giordania, Benedetto XVI volerà a Tel Aviv, dove sarà accolto dal presidente israeliano Shimon Peres e dal premier Benyamin Netanyahu. Da qui il pontefice darà il via a una visita di cinque giorni nello Stato ebraico e nei Territori palestinesi.

Tappa delicata perché in Israele per molti il nome di Joseph Ratzinger resta legato a quello della gioventù hitleriana. Un collegamento che il vice primo ministro Silvan Shalom si affretta a liquidare: “Siamo molto felici che venga qui e penso che anche se ci sono alcuni che parlano del suo passato in Germania, è comunque molto importante averlo qui e cercare di ridurre la distanza fra ebrei e cristiani”. Un obiettivo che Benedetto XVI deve perseguire con tanta più energia, dopo lo scandalo della riabilitazione del vescovo negazionista Richard Williamson. In quell’occasione il Vaticano si giustificò affermando che poco era noto del passato del vescovo lefebvriano, prima della cancellazione della scomunica. Ma il momento più atteso è sicuramente la visita del pontefice tedesco allo Yad Vashem, questo pomeriggio. Fra gli edifici del complesso che raccoglie la memoria della Shoah, Ratzinger non visiterà il museo. Dove è esposta una didascalia di condanna del controverso Pio XII.