ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Le vedove Pinelli e Calabresi si stringono la mano

Lettura in corso:

Le vedove Pinelli e Calabresi si stringono la mano

Dimensioni di testo Aa Aa

Quarant’anni dopo, al Quirinale, nel Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo, la stretta di mano fra la vedova Pinelli e la vedova Calabresi. E le parole, commosse, del Presidente Giorgio Napolitano che restituiscono dignità e onore a Giuseppe Pinelli, il militante anarchico che fu ingiustamente accusato per la strage di Piazza Fontana e che morì il 15 dicembre del ’69, cadendo da una finestra della questura di Milano dopo tre giorni di incessanti interrogatori. Colui che conduceva quegli interrogatori, il commissario Luigi Calabresi, venne ucciso tre anni dopo per vendetta.

“Qui si compie un gesto politico e istituzionale – ha detto Napolitano – Si rompe il silenzio su una ferita non separabile da quella dei 17 che persero la vita a Piazza Fontana e su un nome, su un uomo di cui va riaffermata e onorata la linearità, sottraendolo alla rimozione e all’oblio”. Nel pomeriggio del 12 dicembre del 1969, una carica di 7 kg di tritolo esplode nella sede della Banca nazionale dell’agricoltura a Piazza Fontana, nel centro di Milano. E’ l’avvio della cosiddetta “Strategia della tensione” che in vent’anni ha provocato oltre 400 morti. La strage di Piazza Fontana è rimasta senza colpevoli.