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Rimborsi spese, esplode il caso Labour.

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Rimborsi spese, esplode il caso Labour.

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I labouristi britannici finiscono nella bufera per i conti spese dei loro uomini di governo.

Il premier Gordon Brown è nell’occhio del ciclone: ha pagato con soldi pubblici quasi settemila euro al fratello Andrew, come quota per la comune donna delle pulizie. Una polemica sollevata da un quotidiano vicino all’opposizione che ha passato al setaccio i rimborsi richiesti da tredici ministri. “Sappiamo che i cittadini sono arrabbiati- dice il ministro ai rapporti con il Parlamento- la fiducia è venuta meno, il sistema va cambiato e la riforma è in corso”. L’aspetto piu’ criticato dell’attuale sistema è che sia troppo permissivo oltre all’assenza di controlli sui rimborsi spese richiesti. “I parlamentari alzano le mani e dicono: non è illegale – afferma Susie Squire, dell’ Alleanza dei contribuenti. Ma c‘è una grande differenza tra rispettare le regole ed effettivamente non fare niente di sbagliato. Dovrebbero dare l’esempio, invece di cercare l’impunità”. Brown ha respinto le accuse di corruzione e assicurato che la riforma del sistema dei conti spese è in atto. Una polemica che rischia di assestare un brutto colpo al Labour proprio alla vigilia delle elezioni amministrative ed europee.