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Onu, il rimpatrio è operazione poco trasparente

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Onu, il rimpatrio è operazione poco trasparente

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Fa discutere il rinvio lampo in Libia degli oltre duecento immigrati  bloccati a bordo di tre carratte del mare nel Canale di Sicilia.
 
Dopo un rimpallo di responsabilità tra Italia e Malta sono state le autorità italiane ad intervenire. Una volta effettuato il trasbordo dei passeggeri su tre motovedette, gli immigrati sono stati ricondotti a Tripoli senza che potessero prima toccare terra.
 
Un atto “storico” nella lotta ll’immigrazione clandestina secondo il governo italiano . Per  l’ Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati e numerosi organizzazione per la difesa dei diritti umani si tratta invece di una grave violazione del diritto internazionale.
 
“Quanto accaduto rappresenta un cambiamento di rotta delle politiche italiane in fatto di immigrazione ed è fonte di grande preoccupazione.
L’agenzia Onu per i rifugiati denuncia inoltre una  mancanza di trasparenza nell’operazione”.
 
Una situazione che ricorda quella del cargo turco Pinar rimasto fermo per quattro giorni  in mezzo al mare con a bordo centocinquanta profughi poi accolti a Porto Empedocle.