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Influenza suina, in Messico riaprono i locali

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Influenza suina, in Messico riaprono i locali

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Tornare a vivere ma con la mascherina. Il Messico si lascia alle spalle la fase acuta del contagio da influenza suina. Ma la normalità alla quale si ritorna non è proprio quella di prima.

I ristoranti hanno riaperto, ma con restrizioni d’orario e allo stesso tavolo non devono stare più di 4 persone. Le bocche restano coperte per evitare di diffondere il virus. I clienti, salvo qualche lamentela, seguono le direttive: “E’ importante riaprire l’attività, ma lo è altrettanto adottare sempre delle misure di prevenzione” dice una cliente a Città del Messico. “La gente si lamenta quando chiediamo di lavarsi le mani a riempire i questionari. Le difficoltà non mancano per attenersi alle direttive” spiega un gestore della capitale. Il bilancio è arrivato a 42 morti in Messico, da dove è partito il contagio. Ma la diffusione e i danni della malattia restano molto limitati, come spiega Marie-Paule Kieny, una responsabile della ricerca vaccini dell’Oms: “La comune influenza stagionale” dice “causa ogni anno la morte di un numero di persone che varia fra le 250 mila e il mezzo milione. E’ una malattia grave dalla quale dobbiamo proteggere le persone più vulnerabili”. Il dato basta a capire perchè l’Oms guardi con prudenza all’ipotesi d’impegnare i laboratori sulla ricerca di un vaccino per l’influenza A, piuttosto che sui vaccini per l’influenza stagionale. Sarà il tema di una riunione d’esperti la prossima settimana.