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Fiat-General Motors: quanto costerà diventare i numero 2 al mondo

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Fiat-General Motors: quanto costerà diventare i numero 2 al mondo

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Fiat-General Motors numero due mondiale del settore auto?

Tutto lascia pensare che i due marchi puntino a fondere le proprie attività in Europa, diventando il secondo polo automobilistico al mondo dietro Toyota. Sergio Marchionne, 56enne amministratore delegato della Fiat, ha già ridato lustro alla casa torinese grazie anche al successo della nuova Cinquecento. Oggi scommette su Chrysler. Una volta ristrutturata, Fiat ne possederà il 20%, destinato a diventare il 35% quando certa tecnologia Fiat sarà stata trasferita agli impianti Chrysler negli Stati Uniti, e quando la rete mondiale di distribuzione Fiat sarà disponibile ai veicoli prodotti col nome Chrysler. I piani di Marchionne pero’ vanno oltre. Il suo sogno è di creare un gruppo automobilistico mondiale in grado di produrre sei milioni di auto all’anno: occorre puntare all’economia di scala per essere competitivi, in un mercato, dice Marchionne, in cui ci sono troppi produttori di auto, e dunque troppi veicoli sul mercato: trenta milioni circa. Opel, la filiale europea di General Motors, è nelle sue mire, cosi’ come la svedese SAAB e l’inglese Vauxhall. Un documento del 3 aprile scorso, pubblicato sulla stampa tedesca e denominato “Progetto Fenice”, prevederebbe la ristrutturazione di dieci stabilimenti in Europa. A cominciare dall’impianto Opel di Kaiserslautern in Germania, che verrebbe addirittura chiuso; quattro altri sarebbero a rischio – due in Italia, uno a Luton in Gran Bretagna, e uno in Austria, a Graz. Ridimensionati altri cinque stabilimenti: uno in Svezia, due in Germania, uno in Belgio e uno in Spagna. Tradotto in cifre questo significa tagliare 18mila posti di lavoro sui 108mila che contano, insieme, Opel, GM Europe e Fiat, vale a dire una riduzione del 16% della totalità degli effettivi. Fiat ha smentito la notizia della chiusura degli impianti. Solo in Germania, dove Opel puo’ contare su 25mila addetti, tagliare posti di lavoro avrebbe pesanti conseguenze politiche, e quest’anno si vota…