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Operazioni Nato in Georgia all'indomani del fallito putsch miltare

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Operazioni Nato in Georgia all'indomani del fallito putsch miltare

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Tutto procede come previsto dopo la ribellione di una base militare in Georgia: le esercitazioni Nato previste per oggi si faranno. Se l’obiettivo era di mettere i bastoni fra le ruote alle manovre, non è stato centrato. Ma nulla è sicuro, in questa vicenda, tranne che è terminata senza spargimento di sangue, dopo l’intervento delle forze armate e la mediazione dello stesso presidente Mikhail Saakashvili.

Il quale accusa Mosca di aver pagato gli ammutinati: “Voglio mettere in guardia la Federazione russa: qualsiasi tentativo di far salire la tensione all’interno del territorio georgiano e nelle sue zone occupate ha natura di provocazione”. Le esercitazioni si svolgono a una settantina di chilometri dalle postazioni russe dispiegate nella regione indipendentista dell’Ossezia del Sud. Ma il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha respinto al mittente le accuse: “La leadership georgiana ha mostrato di appoggiare questo tipo di provocazioni – ha detto ai microfoni di Euronews. – E sono assolutamente sicuro che non sia un caso se tutto ciò è avvenuto alla vigilia delle manovre militari che noi abbiamo chiesto di annullare” Secondo l’opposizione georgiana, il fallito putsch sarebbe invece solo uno “show” inscenato dallo stesso governo per distogliere l’attenzione dalle proteste contro Saakashvili.