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Influenza suina, lento ritorno alla normalità in Messico

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Influenza suina, lento ritorno alla normalità in Messico

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Disinfettare prima di tornare alla normalità. O quasi.

Il Messico esce dalla fase acuta dell’emergenza sanitaria. L’influenza suina che ha imposto una settimana di chiusura dei luoghi pubblici rallenta la sua espansione. Oggi nel Paese riaprono ristoranti e negozi. I morti accertati sono 29. La cautela resta d’obbligo: i malati sono più di 900. Una nuova vittima, la seconda, negli Stati Uniti. E stavolta si tratta di una cittadina americana. Mentre il primo decesso è stato quello di un bimbo messicano. Aria diversa in Europa. Qualche viaggiatore addirittura critica la scelta di concentrare gli arrivi dal Messico in un solo gate parigino: “E’ inconcepibile che ci accolgano così. E’ un’influenza, mica la peste!” dice. Il Paese con il maggior numero di casi nel Vecchio Continente è la Spagna. Ma anche a Madrid qualcuno eprime il convincimento che l’Oms abbia creato un allarme maggiore del necessario: “Se la situazione fosse stata grave come dicono, si, la metropolitana sarebbe un luogo ad alto rischio contagio. Ma io non credo sia grave come hanno detto”. Nel mondo le persone per ora contagiate sono 1490 secondo l’Oms. I decessi hanno riguardato in gran parte persone fra i 20 e i 39 anni.