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Influenza suina: è presto per produrre un vaccino

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Influenza suina: è presto per produrre un vaccino

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Con l’innalzamento al livello 5 di rischio pandemia, si mette in moto la macchina di ricerca di un vaccino contro l’influenza dei suini, ormai indicata dall’Oms con il nome del ceppo virale: A/H1N1.

Ma gli esperti europei spiegano che, fino a quando la pandemia non dovesse diventare un fatto, i laboratori restano concentrati sulla messa a punto dei vaccini per l’influenza stagionale: “Nessuna decisione è ancora stata presa per sapere se si debba cominciare a produrre dei vaccini” spiega il Professor Angus Nicoll, esperto europeo di patologie virali. “Per farlo bisognerebbe sospendere la produzione dei vaccini per l’influenza stagionale. Ma fino a quando non conosceremo la reale aggressività del virus A/H1N1 non possiamo prendere decisioni in merito”. Ma in diversi casi la popolazione ritiene, erroneamente, di dover correre ai ripari facendo scorta di antivirali. Come il Tamflu che ha fatto il successo della Roche già con l’influenza aviaria. Lo spiega una farmacista spagnola: “C‘è gente che viene in farmacia e chiede due, tre scatole di Tamiflu. Praticamente vogliono farsi la scorta a casa perchè non si sa mai. Del tutto inutile! Questo non è un vaccino, è una cura per chi è già malato”. Senza contare che la maggior parte dei Paesi europei, Italia compresa, dispone di ampie scorte di antivirali. Roche Francia ha intanto sospeso le consegne alle farmacie per riservare gli stock agli ospedali e alle autorità sanitarie.