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Scontri a Karachi, ai paramilitari l'ordine di sparare a vista

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Scontri a Karachi, ai paramilitari l'ordine di sparare a vista

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Hanno l’ordine di sparare a vista per evitare nuove violenze. Truppe paramilitari pachistane controllano le strade di Karachi all’indomani di scontri che hanno provocato almeno 24 morti e decine di feriti.

La capitale economica del Pakistan ha una lunga storia di violenze interetniche e religiose. Mercoledì si sono scontrate bande pashtun e mohajir, la comunità maggioritaria, arrivata dall’India dopo la nascita del Pakistan nel ’47. Tra i due Paesi è ancora forte il contenzioso sul Kashmir. Un altro fronte caldo per il Pakistan è il nord-ovest, il distretto di Buner a un centinaio di chilometri da Islamabad, regione in cui continua l’offensiva dell’esercito contro i taleban. Dell’instabilità della potenza nucleare ha parlato anche il presidente statunitense nel discorso pronunciato per i primi 100 giorni: “la più grande minaccia viene dal suo interno e non dall’India”, ha detto, ma Barack Obama l’esercito pachistano sta prendendo finalmente coscienza della minaccia.