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Influenza suina, conto salato per viaggi e turismo

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Influenza suina, conto salato per viaggi e turismo

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I contraccolpi della nuova influenza sono globali ancora prima che la malattia sia pandemica. A partire dal settore viaggi. Turismo o spostamenti professionali che siano, le agenzie di viaggio toccano con mano in maniera immediata le conseguenze della crisi sanitaria partita dal Messico.

“Certo che ci riguarda” spiega l’impiegata di un’agenzia di New York. “Il 40% dei nostri clienti sono messicani. Ma non sono i soli a viaggiare in Messico: è una delle mete favorite sia in America del Nord che in America del Sud”. Aerei ma non solo. Quasi tutte le compagnie navali che propongono crociere in partenza da Miami, hanno deciso di sospendere gli scali in Messico. Ma secondo gli esperti del settore le cose non stanno andando così male: “Di buono c‘è che non pare sia scattato il panico. Le compagnie aeree adeguano le loro politiche alla situazione” dice Paul Rudin, Vice Presidente dell’American Society of Travel Agents. “La maggior parte permette ai clienti la cancellazione dei voli senza penali o la riconversione della meta. Una reazione positiva”. Stati Uniti e Spagna, per vicinanza geografica e culturale, sono i Paesi maggiormente interessati dall’emergenza sanitaria che certo non contribuisce ad alleviare i disagi della crisi economica. La reazione di alcuni viaggiatori spagnoli. “Mi fa molto paura, preferisco non partire, cercare di spostare il viaggio, vedremo dove” dice una cittadina spagnola. “Avevo prenotato un viaggio per il mio anniversario di matrimonio, dal 9 al 17 maggio” dice un cliente di un’agenzia di viaggi a Madrid. “Ma sono molto preoccupato per i problemi che ci sono in Messico. Adesso vediamo quali soluzioni mi propongono”. Intanto Cuba, che ha dichiarato lo stato di allerta, ha cancellato ieri per almeno 48 ore tutti i voli da e per il Messico.