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Più di 40 casi d'influenza suina negli Usa, incrementati i controlli

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Più di 40 casi d'influenza suina negli Usa, incrementati i controlli

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Sono ormai più di 40 i casi accertati di febbre suina negli Stati Uniti. L’epidemia ha colpito cinque Stati, e le scuole sono state chiuse in California e in Texas.

È stata annunciata la distribuzione di 11 milioni di dosi di farmaci antivirali e un incremento dei controlli alle frontiere e agli aeroporti. Il Dipartimento di Stato ha consigliato di evitare i viaggi “non indispensabili” per i prossimi tre mesi”. I viaggiatori sono comunque ben coscienti del pericolo, come conferma un passeggero di una compagnia aerea: “Tutti sono più cauti. Anche sull’aereo c’era gente con le mascherine. Fa uno strano effetto, quando vieni da fuori e vedi che tutti hanno le mascherine” Il focolaio più vasto localizzato finora è una scuola di New York, dove sono stati sottoposti ad analisi un centinaio di studenti con sintomi sospetti. Una trentina di casi sono già stati confermati. L’unico paese finora dove si contino morti resta però il Messico, dove le vittime dell’influenza suina potrebbero essere circa 150, secondo le ultime cifre fornite dal ministero della Sanità. Nella capitale le autorità stanno cercando di gestire la crisi invitando la popolazione a non frequentare luoghi affollati. Le scuole sono chiuse fino al 6 maggio, partite e celebrazioni religiose si svolgono a porte chiuse. Serrande abbassate per molti bar e ristoranti. Resta invece aperta, per ora, la metropolitana. E comunque la vita va avanti. In Colombia, dove sono stati registrati 12 casi sospetti, il governo ha dichiarato lo stato di “disastro nazionale”, per poter sbloccare fondi eccezionali. Le autorità portuali di Cartagena hanno annunciato che le navi provenienti da luoghi colpiti dalla febbre suina saranno messe in quarantena.